Storia & Tradizioni
Il Castello di Ponzano | Il Castello di Ponzano |
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| giovedě 27 marzo 2008 | |
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Anche questo sito si trova al di fuori dello spazio geografico che si è imposto, è però necessario farne cenno per completezza, dato che il castello di Ponzano è stato anch’esso uno dei villaggi che contribuirono alla formazione di Cittaducale,all’inizio del Trecento, e risulta inserito negli statuti quattrocenteschi della città. Esso era detto anche “Torre di Ponzano”, ad evidenziarne la natura di struttura di controllo sull’altopiano omonimo, che divide la Valle del Velino da quella del Salto, a sud–est del Colle Valviano. Alla metà del XII secolo il Castello di Ponzano risulta attribuito, nel Catalogus Baronum, ad Alessandro di Balviano, ossia il castello di Valviano, insieme a quello di Calcariola è nominato nello “Statuto di riparazione dei Castelli” redatto tra il 1240 e il 1245, per l’attuazione dell’amministrazione del Regno di Sicilia, sotto Federico II. L’insediamento aveva per riferimento la chiesa di “Sant’ Angelo”, citata nell’elenco delle chiese Reatine del 1252, tra i luoghi sacri attribuiti a Santa Maria delle Valli, tra Calcariola e Verano. Quella antica chiesa è riportata anche nei registri quattrocenteschi dell’introito dell’episcopato Reatino. La parrocchia di S.Angelo fu soppressa nel 1573 a seguito dell’abbandono del sito da parte degli abitanti di Ponzano, nominato elusivamente come “Torre di Ponzano”. Tuttavia la chiesa è indicata,tra la “macchia di Ponzano” ed il villaggio omonimo,del Regno di Napoli,al confine tra Rieti e Cittaducale, nella “Carta Corografica dello Stato Pontificio”, redatta da Alberto e Bartolomeo Cappellari tra il 1831 ed il 1846. Della chiesa di S.Angelo restano appena le pietre di fondazione, (tutt’ora oggi risulta difficile individuarla). Ponzano fu nominato dall’allora governatore di Cittaducale Pietro Carrera, nel suo saggio topografico, politico ed economico sul Distretto allodiale di Cittaducale del 1788, a proposito delle terre incolte, abbandonate dai proprietari originari della località che parteciparono alla fondazione della città, e che egli considerava un peso gravoso per l’economia agricola del tempo. Il comunale di Ponzano è menzionato tra le terre di sicura demanialità, nella verifica delle occupazioni nei demani di Cittaducale, effettuate negli anni tra il 1926 e il 1934. Demanialità attestati dai catasti onciari settecenteschi,fino all’impianto del Catasto provvisorio Napoleonico. La tradizione, riferita nell’attuale paese di Grotti di Cittaducale,attesta l’esistenza in passato di una vera e propria cittadina sulla cima dell’altopiano,chiamata per l’appunto Ponzano. Il Catello di Ponzano è riportato tra Cittaducale e Le Grotte, nel particolare di una delle carte geografiche dell’Abruzzo,della galleria delle carte geografiche del Vaticano. Il villaggio posto in cima all’altopiano,è raffigurato come se fosse costituito solo da due grossi palazzi vicini come è tuttora. Nell’atlante geografico del Regno di Napoli del Rizzi Zannoni,del 1808,l’abitato di Ponzano è raffigurato come villaggio in piena vitalità,costituito da diversi edifici. Il villaggio è da identificare con la località “Casali Ponzano”,sull’altopiano sopra due alture gemelle di 820Mt,che dominano la via che collegava al Castello delle grotte a Cittaducale,passando per il Santuario della Madonna dei Balzi. La via per l’altopiano che saliva direttamente dall’antico castello delle grotte,probabilmente era controllata da un altro insediamento,denominato “Case Sacconi”,di cui però si hanno attestazioni solo nei catasti onciari settecenteschi,dove si nominano “il Colle Taccone” e la Grotta dei Vassalli (non riportati in I.G.M.),sulle pendici dello steso colle. Il riferimento ai Vassalli in quel toponimo richiama probabilmente l’organizzazione amministrativa feudale,di cui quel sito doveva essere parte fondamentale. La grotta è forse quella che si rintraccia proprio sotto l’abitato di “Case Tacconi”,sulla vecchia strada per Grotti, vicino ad altri ripari rocciosi con delle tracce murarie. Le “Case Tacconi” si trovano in cima al colle omonimo,sull’altura a sud di Casali Ponzano,sulla sponda destra del Fosso Dannote, dove passa la strada che porta al Santuario della Madonna dei Balzi. Il villaggio è formato da diverse abitazioni,poste su un podio naturale, circondato da una scarpata di cinque, sei metri, sormontato da un basso muro a sassi. Le abitazioni sono tutte ristrutturate e immerse nel verde di una fitta pineta:solo in alcune si evidenziano murature in pietra. In una in particolare è riconoscibile la forma di un edificio a pianta quadrangolare di circa sei metri di lato, tutto in pietra, e conci agli spigoli. In varie cavità intorno all’altopiano sono stati fatti importanti rinvenimenti di reperti preistorici, tra gli anni quaranta e cinquanta del secolo scorso. Sul fianco meridionale del Monte ponzano sono evidenti le tracce di un frammento di acquedotto romano,scavato nella roccia,denominato localmente “Grotte di Costantino”, che probabilmente serviva una villa rustica. Oggi l’altopiano di Ponzano si presenta come una enorme vallata pressoché incustodita,dove si contano circa una ventina di case,di cui tre quattro tuttora abitate,i terreni vengono adibiti perlopiù alla pastorizia di animali domestici (cavalli, mucche, pecore,ecc…).Sulla sommità del monte è possibile scorgere un a meravigliosa veduta del Monte Terminillo, della valle del Salto, e si rimane come d’incanto affascinati da quelle terre incostudite e dalla natura incontaminata di questi posti. Esso viene frequentato perlopiù dalle famiglie e dai giovani abitanti di Grotti,che salgono al monte per trascorrere le giornate di festa, per fare scampagnate,per fare lunghe passeggiate nella natura, è spesso meta di percorsi di mountainbike, e nella stagione invernale è frequentata da numerosi cacciatori che si recano da queste parti per praticare quello sport che accomuna parecchie anime. Da visitare inoltre ci sono due piccoli laghetti (denominati del giudice), in quanto imprigionati nella proprietà di codesto signore. Il monte Ponzano si raggiunge da tre versanti:
Si possono effettuare gite, pic-nic, in completa solitudine e immersi completamente nella natura senza disturbo di alcuna persona,ma sempre con il rispetto delle regole che la NATURA ci impone. |
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